Nel 2017 ho fondato Farmaco-logico!, un bollettino di informazione indipendente sui farmaci. L’idea era semplice quanto ambiziosa: fare informazione medica di qualità per farmacisti e medici di base, senza finanziamenti dall’industria farmaceutica, in poco spazio e con molta chiarezza. Il problema che volevamo affrontare non era la mancanza di informazione — è che quella disponibile è spesso troppo lunga, troppo tecnica, o troppo vicina agli interessi di chi la produce. I professionisti sanitari hanno poco tempo da dedicare all’aggiornamento e il livello medio della formazione in ambito farmacoterapico è più basso di quanto si ammetta volentieri. Serviva qualcosa di breve, graficamente incisivo, scientificamente rigoroso. Qualcosa che si potesse leggere in dieci minuti e portarsi dietro.
Come funziona “Farmaco-logico!”
Il bollettino esce ogni quattro-sei mesi, quando siamo pronti — non quando lo impone un calendario editoriale. Ogni numero affronta temi di farmacologia clinica, valuta farmaci nuovi e vecchi, smonta luoghi comuni, segnala rischi sottovalutati. L’approccio è sempre critico e indipendente: nessuno degli autori ha conflitti di interesse con l’industria farmaceutica, e questo non è un dettaglio marginale in un settore in cui l’informazione medica è spesso finanziata da chi ha interesse a orientarla. Nel 2023 abbiamo fatto domanda per entrare nell’ISDB, l’International Society of Drug Bulletins, la rete internazionale dei bollettini indipendenti sui farmaci. Per noi erano — e sono — un riferimento. Oggi “Farmaco-logico!” è uno dei pochi bollettini italiani membri della rete, insieme a Infofarma (ULSS 9 scaligera) e Ricerca&Pratica (IRCCS Mario Negri).
Chi fa davvero Farmaco-logico!
Devo essere onesto su una cosa: io sono il fondatore, ma in termini di operatività sono il quarto della lista. I tre colleghi che tengono in piedi il bollettino con più costanza e competenza di me sono Mauro Miselli, Luca Iaboli e Luana Caselli. Dal punto di vista professionale, sono un farmacista clinico, un medico e una neuroscienziata, esperta in comunicazione.
Cosa ho imparato con questo progetto
Fare informazione indipendente è più difficile di fare formazione. Nella formazione hai un committente, un obiettivo, un pubblico definito. Nell’editoria indipendente hai solo la tua credibilità — e devi guadagnartela ogni volta, numero dopo numero. Ho imparato che la chiarezza non è una semplificazione, ma una ricerca di equilibrio. Per essere brevi è necessario aver fatto prima tutto il lavoro sporco di selezione e sintesi, e averlo fatto bene. Cosa che io fatico a fare, per quello è utile lavorare con chi è bravo a farlo

